Il sole batte il vento per la prima volta nella storia delle fonti rinnovabili

Elena Comelli – Il Sole 24 Ore, 11-11-13

Lo storico sorpasso emerge dai dati del terzo trimestre, sulla base dei quali si può prevedere che quest’anno la nuova potenza fotovoltaica arriverà a superare i 36 gigawatt, mentre l’eolico si fermerà a 35,5 gigawatt complessivi, compreso l’offshore, secondo Bloomberg. “Dieci anni fa, il rapporto tra le nuove installazioni eoliche e solari era di 12 a 1 a favore del vento e tutto fa pensare che il solare continuerà a crescere più rapidamente, per la possibilità di diffondersi in diversi Paesi anche senza l’impiego di incentivi”, spiega Gianni Silvestrini, direttore del Kyoto Club.

Il motivo del sorpasso va ricercato, da una parte, nella forte crescita del solare in Cina e in Giappone, soprattutto nel settore residenziale, che nel 2014 è destinata ad accentuarsi. Trainata da questi due Paesi, nel periodo luglio-settembre 2013 la potenza solare ha toccato il record assoluto di 9 gigawatt installati, crescendo del 6% rispetto al precedente trimestre e del 20% rispetto allo stesso periodo nel 2012. La crescita proseguirà nel quarto trimestre 2013, secondo le stime di Solarbizz, con altri 10-12 gigawatt in più. Di conseguenza, considerando i 15 gigawatt installati nel primo semestre, quest’anno la nuova potenza solare oscillerà fra i 34 e 36 gigawatt complessivi secondo Solarbuzz, una previsione perfettamente in linea con i 35 gigawatt stimati da Ihs e molto vicina all’ultimo report di Bloomberg New Energy Finance, che prevede invece una nuova potenza annuale di 36,7 gigawatt. L’anno prossimo è previsto un ulteriore balzo, fra i 45 e i 55 gigawatt a livello globale, la metà dei quali in Cina e Giappone, secondo Solarbuzz. La domanda extraeuropea continuerà quindi a trainare la crescita del fotovoltaico, compensando il rallentamento del Vecchio Continente, che ancora nel 2011 rappresentava il 70% del mercato. Alla base di questo successo c’è un forte gradimento da parte delle opinioni pubbliche locali, che ha favorito l’avvio di generose politiche di supporto e il rapido crollo dei prezzi dei moduli.

Sul fronte dell’energia del vento, invece, quest’anno c’è stato un forte rallentamento nei due mercati eolici principali, Cina e Stati Uniti, afflitti dall’incertezza normativa. L’anno scorso negli Usa erano stati installati 13 gigawatt di nuova potenza eolica: un record senza precedenti. In Cina, con 14 nuovi gigawatt eolici nel 2012, l’enegia dal vento aveva sorpassato il nucleare in termini di produzione, diventando la terza fonte per contributo al mix elettrico, dietro a carbone e idroelettrico. Stando ai dati dell’associazione eolica cinese, nel 2012 il vento ha fornito al gigante asiatico oltre 100 miliardi di kilowattora. Grazie al contributo di questi due Paesi, l’anno scorso le installazioni eoliche globali erano cresciute del 46%, contro il 35% di quest’anno. Malgrado l’attuale rallentamento dell’eolico, il vento e il sole sono destinati a contribuire in maniera quasi equivalente alla crescita della capacità elettrica globale da qui al 2030. L’eolico passerà dal 5% del 2012 al 17% della potenza elettrica mondiale nel 2030, mentre il fotovoltaico, che parte da un livello più basso, passerà dal 2% del 2012 al 16% nel 2030, in base alle stime di Bloomberg. Dopo anni di sovracapacità e consolidamento, secondo il report, da quest’anno entrambi i settori torneranno a fare profitti, grazie al taglio dei costi e al riposizionamento su segmenti di mercato più remunerativi. Un cambiamento notato dai mercati azionari, tanto che le azioni delle compagnie del settore hanno recuperato in media il 66% dai minimi toccati nel luglio 2012.

“Gli scenari futuri, pur molto diversificati, indicano generalmente target ambiziosi. Nel prossimo quinquennio, secondo le ultime valutazioni dell’International Energy Agency, l’elettricità del sole dovrebbe aumentare del 140% e quella del vento del 74%, anche se in termini assoluti l’elettricità del vento continuerà a dominare”, precisa Silvestrini. Il boom del solare è destinato nei prossimi anni ad allargarsi anche ai Paesi più arretrati, dove potrebbe consentire a larga parte degli 1,5 miliardi di persone senza accesso all’elettricità di fruire di questo servizio in tempi molto più rapidi del previsto.

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